Andare Oltre.

Marzo 2013

Dopo 2 giorni dalla scelta mi ritrovo in ospedale pronto per l’intervento con una carica pazzesca: la forza di volontà e l’adrenalina con cui affronto la situazione sono l’effetto di una serie di tasselli che ho avuto la fortuna di posizionare nel corso della mia vita. I tasselli non sono altro che le relazioni costruite nei diversi ambiti in cui ho vissuto: dalla sfera affettiva a quella lavorativa, ognuno con la propria forza dello sguardo, dei gesti o delle parole ha saputo trasmettermi energia e fornirmi benzina necessarie per affrontare la situazione.

È il 27 di febbraio del 2013, la mia vita sta cambiando radicalmente, nel giro di poche ore mi ritroverò senza l’arto che mi ha permesso di vivere alla grande i miei primi 31anni. Nelle ore precedenti l’intervento, i miei pensieri sono tutti rivolti, come dei flash, a tutte le esperienze passate come ad esempio i viaggi di quando ero piccolo con i miei genitori, i viaggi in Thailandia, Malesia, Messico di quando ero un poco più grande, le partite di basket al campetto con i disperati di sempre, le serate con gli amici da Giancarlo e in giro per festival di musica elettronica,  e potrei andare avanti con tanti altri ricordi positivi tra cui i momenti clou delle mie storie d’amore.

L’intervento riesce senza problemi e la convalescenza è meno critica del previsto, anche se inizio a convivere con la sensazione dell’arto fantasma che mi porta ad immaginare e sentire fisicamente il piede sotto forma di scosse nervose, prurito e formicolio.

La convalescenza è incredibile, non passa orario di visita per cui la mia stanza sia affollata di parenti ed amici che in coda come al supermercato attendono il proprio turno; come dicevo prima sono anche queste dimostrazioni di amore e vicinanza che mi hanno diretto verso l’Andare Oltre. Mi sento come non mi sarei mai aspettato, con una forza e una voglia di fare che neanche nei migliori momenti pre intervento sentivo; comincio ad immaginarmi obiettivi da raggiungere, nuovi sogni da realizzare, cambiamenti in ambito lavorativo il tutto con un alone di positività mai conosciuto. Questo alone probabilmente  è percepito da tutte le persone che mi stanno accanto, in primis dagli infermieri e dai dottori del reparto, che in ogni occasione in cui possono mi manifestano la loro solidarietà con sentimento vero di affetto.

Andare Oltre per me significa voltare pagina, guardare al futuro e al presente con una prospettiva differente, non soffocarmi di pensieri negativi che non mi porterebbero da nessuna parte.

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