Alzati e cammina

camminare“Bene… ora alzati e cammina!”… ecco la frase con cui l’ortopedico ha esordito non appena la protesi era pronta per il suo primo passo.

Venerdì 19 Aprile 2013: una data che certamente mi rimarrà impressa. E’ più di un anno che non so cosa voglia dire camminare ed utilizzare le mani per qualsiasi cosa che non sia impugnare le stampelle.

Mi alzo al mattino e continuo a pensare come sarà camminare con una gamba che non sarà la mia, non riesco proprio ad immaginare come uno strumento o un oggetto artificiale possa sostituirsi ad una parte di corpo. Sono pervaso da curiosità e preoccupazione al tempo stesso.

Il momento della svolta arriva al pomeriggio con la prova della protesi: l’ortopedico mi presenta lo strumento che mi accompagnerà per il resto della mia vita, mi spiega come funziona e tutti gli accorgimenti e suggerimenti pratici connessi, dopodiché me la infila ed esclama: “Bene.. ora alzati e cammina”

Dopo un qualche secondo di incertezza mi sento come un aereo in fase di decollo, spicco il volo e mi sento più alto che mai.. sto di nuovo camminando. Non sono tutte “rose e fiori”, infatti la protesi fa male, l’invaso è stretto a causa del mio moncone ancora molto gonfio. Inizio a camminare avanti e indietro, prima con le stampelle e poi gradualmente senza; le sensazioni e le emozioni si alternano freneticamente, da un lato entusiasmo e dall’altro timore che i dolori ci saranno per sempre e mi accompagneranno per tutta la vita.

Dopo circa 2 ore di prove e correzioni da parte del mio “meccanico” Gabriele, colui che ha creato la mia nuova compagna di vita, torno finalmente a casa. Tolgo la protesi dal dolore, non tanto dovuto allo sforzo della camminata, ma piuttosto alla costrizione del moncone. Mi confronto subito con la mia nuova vita e su come anche le piccole attività si trasformino in montagne da scalare: ad esempio, mettere la scarpa.. che ci vuole? cavolata no? e invece ti accorgi che la sensibilità del piede ha senso di esistere e che per metterti la scarpa nella protesi ci vogliono 10 minuti anziché 3 secondi. Mi sento come un bambino di 4 anni alle prese con un mondo nuovo.  Alcuni gesti quotidiani devono essere completamente modificati, adattati alla nuova condizione.

L’aspetto estremamente positivo è che ora dopo ora mi rendo conto dei miglioramenti che faccio, sia nella camminata che nelle piccole azioni di tutti i giorni (oggi ho impiegato solo 2 minuti a mettermi la scarpa 🙂 )

“Alzati e cammina” sarà uno dei miei nuovi leitmotiv nei momenti di difficoltà.

Colonna sonora di questo momento.. walk on U2

 


  1. Comments 1

  2. Ely 22:14 on 22 aprile 2013

    Sei sempre un grande....riesci sempre a trasferire forza e coraggio e farci anche sorridere...


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